26.4.26

riccardo cavallo



l'universalità del cuneo. forma piramidale. come uno strumento fatto per distruggere il tempo. sapete cosa? una pagina di operette morali. a voi morti. dannatamente più vivi di chi c'è adesso, distruzione dei luoghi. esercizio di meditazione per alta nichilitate. nichilistissimo dunque. Stroppo. Qui il tempo è bellissimo. Che frase impossibile. Non c'è nessun tempo. Qui è bellissimo. Non c'è nessun luogo. Caraglio. Là, una stradina che pare fatata. forse. forse ancora. Dronero. Tutto è pieno di dei. l’aria di mistero: nella purissima roccia un moto invisibile d’ali di farfalla. lì la via è segnata. Questo libro nasce di sabato. sotto gli influssi di saturno. Otto piani sottoterra. una chiara metafora infera. Allora? Salire oltre le stratosfere. chiara è la tenebra. Nessun luogo è vicino. Cuneo. piazza Boves. Questo libro nasce di sabato. per celebrare l'eterna domenica della vita. che è l'arte. dedicato ai troppi morti della cui vita vive. Cuneo. area cimitero. Nacque così. da una metodica consultazione dell’elenco telefonico: il paese più piccolo era Roascio. sopra Ceva. lontano da tutto. Sant'Anna di Bernezzo. frazione Bodina. Apparvero gli dei. quelli che se ne erano già andati. Un tripudio di colori autunnali. Uno di essi. sul lato in ombra della collina. con le falde del grembiale ricolme di castagne. Robilante. Se tutto è polvere e soffio che ritorna polvere. a fare che e perché tutto questo dolore e questo affanno nel soffio insistono. e questa morte rubata. che non è la morte di nessuna vita? questo non è un libro. né un testo. semmai un prototipo scritturale destinato a protrarsi per un tempo spaventoso: già. ma per chi?