11.3.26

frank stella


...La pittura transitiva perciò si pone come un equilibrio dinamico tra due tipi di passaggio: quelli interni al quadro, incluso il segnare e il delineare soggetti, e quelli esterni, che comprendono la posizione dell’opera nello spazio, la sua collocazione in un particolare insieme di istituzioni, il suo rapporto con la storia dell’arte e i collegamenti sociali stabiliti tra autore e spettatori. In altre parole, per artisti come Kippenberger, Koether e Prina la struttura di un quadro è profondamente segnata dalle condizioni esterne di esposizione e ricezione che la contestualizzano. A questo riguardo è possibile collegare queste strategie transitive a una precedente innovazione dell’arte della metà del XX secolo in cui si è esercitata la pressione esterna sull’immagine pittorica. I quadri a strisce nere di Frank Stella, iniziati nel 1958, riassumono quello che Yve-Alain Bois ha chiamato non composizione per deduzione: invece di inventare soggetti pittorici di propria fantasia o di farli sorgere attraverso atti spontanei di sgocciolamenti, macchie o versamenti di colore sulla tela, Stella ha creato un pattern geometrico basato sulla forma e i contorni del supporto tela, e un semplice insieme di regole secondo cui applicare lo smalto...

Hal Foster, Rosalind Krauss, Yve-Alain Bois, Benjamin H. D. Buchloh, David Joselit, Arte dal 1900. Modernismo Antimodernismo Postmodernismo (2017 terza edizione), p. 750



Hollis Frampton, Untitled from The Secret World of Frank Stella, 1958



https://youtu.be/K5XgLshyN8w?si=IZyRbeNXQsN_g83u