...La pittura transitiva perciò si pone come un equilibrio dinamico tra due tipi di passaggio: quelli interni al quadro, incluso il segnare e il delineare soggetti, e quelli esterni, che comprendono la posizione dell’opera nello spazio, la sua collocazione in un particolare insieme di istituzioni, il suo rapporto con la storia dell’arte e i collegamenti sociali stabiliti tra autore e spettatori. In altre parole, per artisti come Kippenberger, Koether e Prina la struttura di un quadro è profondamente segnata dalle condizioni esterne di esposizione e ricezione che la contestualizzano. A questo riguardo è possibile collegare queste strategie transitive a una precedente innovazione dell’arte della metà del XX secolo in cui si è esercitata la pressione esterna sull’immagine pittorica. I quadri a strisce nere di Frank Stella, iniziati nel 1958, riassumono quello che Yve-Alain Bois ha chiamato non composizione per deduzione: invece di inventare soggetti pittorici di propria fantasia o di farli sorgere attraverso atti spontanei di sgocciolamenti, macchie o versamenti di colore sulla tela, Stella ha creato un pattern geometrico basato sulla forma e i contorni del supporto tela, e un semplice insieme di regole secondo cui applicare lo smalto...
Hal Foster, Rosalind Krauss, Yve-Alain Bois, Benjamin H. D. Buchloh, David Joselit, Arte dal 1900. Modernismo Antimodernismo Postmodernismo (2017 terza edizione), p. 750
https://youtu.be/K5XgLshyN8w?si=IZyRbeNXQsN_g83u
